Oggi esploriamo una differenza fondamentale che spesso diamo per scontata: quella tra un segno e il suo significato. Può sembrare una distinzione sottile, ma capire …
Oggi esploriamo una differenza fondamentale che spesso diamo per scontata: quella tra un segno e il suo significato. Può sembrare una distinzione sottile, ma capire …
Oggi esploriamo una differenza fondamentale che spesso diamo per scontata: quella tra un segno e il suo significato. Può sembrare una distinzione sottile, ma capire questa differenza è essenziale per comprendere come funziona la comunicazione.
Partiamo con un esempio semplice. Pensate alla parola “albero“. La parola che pronunciate o leggete è il segno. Ma l’immagine mentale del tronco, delle foglie e dei rami che vi viene in mente quando sentite quella parola è il significato. In altre parole, il segno è la forma che prende il messaggio, mentre il significato è l’idea che quel segno evoca nella nostra mente.
Questo concetto è stato spiegato per la prima volta dal linguista svizzero Ferdinand de Saussure. Secondo Saussure, ogni segno ha due componenti: il significante e il significato.
Il significante è la parte fisica del segno, come i suoni della parola “sole” o le lettere che la compongono.
Il significato, invece, è l’idea di calore, luce e cielo limpido che associamo a quella parola. È importante capire che questo legame tra significante e significato è arbitrario: non c’è nulla nel suono della parola “sole” che somigli al sole vero e proprio. È semplicemente una convenzione che abbiamo imparato.
Un altro contributo fondamentale viene dal filosofo americano Charles Sanders Peirce. Peirce ha spiegato che il segno non è solo un collegamento tra significante e significato, ma coinvolge anche un terzo elemento: l’interpretante.
L’interpretante è il modo in cui ciascuno di noi interpreta quel segno, che può variare in base alla cultura, alle esperienze personali e al contesto. Per esempio, mentre in molte culture il colore bianco simboleggia la purezza, in altre è associato al lutto.
Ecco perché, a volte, lo stesso segno può avere significati diversi. Pensate al pollice alzato: in molti paesi occidentali significa “ok” o approvazione, ma in alcune culture può essere considerato un gesto offensivo. Questo dimostra quanto il significato non sia qualcosa di fisso, ma dipenda dal contesto e da chi interpreta il segno.
Comprendere la differenza tra segno e significato ci aiuta a comunicare meglio e a evitare fraintendimenti. Quando usiamo un segno, dobbiamo ricordare che il suo significato può variare a seconda di chi lo riceve. Essere consapevoli di questo ci permette di scegliere le parole e i gesti più adatti alla situazione.
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